La
tecnica microchirurgica e l’ausilio di mezzi ottici di ingrandimento
vengono abitualmente utilizzati in tutti gli interventi chirurgici
di ricostruzione dei nervi periferici, durante l’asportazione
di tumori dei nervi e nelle patologie compressive. La maggior parte
degli interventi chirurgici di elezione vengono eseguiti in regime
di ricovero a ciclo breve (ambulatoriale o Day Hospital) per limitare
al minimo indispensabile i disagi legati all'ospedalizzazione.
A differenza del cervello e del midollo spinale, che sono ben protetti
da un involucro osseo, la gran parte dei nervi periferici risiede
per la maggior parte del decorso ad una breve distanza dalla cute.
Questa posizione topografica semplifica lo studio diretto delle
caratteristiche elettriche ed istologiche dei nervi periferici nonché
la loro accessibilità chirurgica. La valutazione clinica
delle malattie del sistema nervoso periferico è stata molto
facilitata dagli studi di conduzione nervosa (elettrofisiologici)
e dalle biopsie del nervo. Un nervo periferico lesionato ha la potenzialità
di rigenerare per un lungo tratto e ristabilire connessioni funzionali.
Su questo principio si basa il razionale del trattamento microchirurgico
in grado di riparare lesioni nervose ristabilendo una corretta architettura
nervosa. Molti disturbi dei nervi periferici hanno quindi il potenziale
per un recupero funzionale significativo a seguito del trattamento
in tecnica microchirurgica.
A differenza del Sistema Nervoso Centrale, una lesione nervosa a
livello periferico ha maggiori possibilità di rigenerazione
grazie sia alla cellula di Schwann (cellule che formano un involucro
mielinico intorno ai nervi) che all’ambiente extracellulare,
circostanze queste in grado di fornire una condizione favorevole
per la crescita assonale, attraendo e forse guidando la gemmazione
degli assoni. In seguito a lesioni di qualunque tipo a livello del
nervo periferico (traumatiche, iatrogene), in tecnica microchirurgica
si possono suturare direttamente i monconi del nervo (neurorrafia
termino-terminale) o tramite l’interposizione di un innesto
attraverso cui si potrà verificare la ricrescita delle cellule
assonali (e quindi la rigenerazione del nervo).
Anche la sola neurolisi in tecnica microchirurgica dà ottimi
risultati in molte situazioni patologiche di compressioni nervose
del nervo periferico. La neurolisi permette lo sbrigliamento del
nervo interessato dalle aderenze che lo possono costringere migliorandone
quindi la vascolarizzazione ed il decorso. L’effetto di tutto
questo sarà un miglioramento funzionale della totalità
del nervo.
Elenco
dei più comuni interventi di microchirurgia dei nervi periferici
eseguiti dal Prof. Valerio D’Orazi:
Patologie compressive dei nervi periferici a tutti i livelli:
• Sindrome del tunnel carpale (compressione del nervo mediano
al polso)
• Sindrome del canale di Guyon (compressione del nervo ulnare
al polso)
• Sindrome del tunnel cubitale (compressione del nervo ulnare
al gomito)
• Sindrome del pronatore rotondo (compressione del nervo mediano
all’avambraccio)
• Sindrome del tunnel radiale (compressione del nervo interosseo posteriore al gomito)
• Sindrome del nervo soprascapolare
• Sindrome di Wartenberg (compressione del nervo radiale)
• Sindrome dello stretto toracico superiore (Thoracic Outlet
Syndrome)
• Meralgia parestetica o malattia di Roth
• Compressione del nervo sciatico-popliteo esterno al ginocchio
• Sindrome del tunnel tarsale
Patologia traumatica dei nervi periferici
Patologie dolorose nervose post-trumatiche (neuromi e/o causalgie)
Tumori del plesso brachiale
Schwannomi dei nervi periferici
Neurofibromatosi
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