Nel corso degli ultimi anni, però, l’impiego della tecnologia ad ultrasuoni ha subito enormi progressi, in particolare nell’ambito della diagnostica delle patologie della mano. Lo sviluppo di sonde ad elevata risoluzione ha notevolmente aumentato il potenziale degli ultrasuoni per valutare le strutture anatomiche superficiali del sistema muscolo-scheletrico. Ciò ha consentito al chirurgo della mano di inserire l'ecografia di routine nel suo programma di diagnostica, come un utile estensione dell'esame fisico ed in ausilio ai suoi strumenti diagnostici tradizionali. L'applicazione semplice e non invasiva dell'ecografia è inoltre molto apprezzata dai pazienti. Il Prof. Valerio D’Orazi lavora in sinergia con la Dott.ssa Cristina Iannuccelli, Medico-Chirurgo, Specialista in Reumatologia ed esperta di ecografia muscolo-tendinea (prenota un'ecografia o una visita). Tale collaborazione consente nella pratica clinica quotidiana di confrontare costantemente i risultati ecografici con la diagnosi operatoria migliorando quindi la qualità del trattamento.
Studi recenti hanno confermato che l'ecografia consente una valutazione precisa e differenziata delle patologie specifiche della mano, fornendo un imaging ad alta risoluzione paragonabile a quello della risonanza magnetica nello studio delle strutture muscolo-tendinee superficiali e per la valutazione delle lesioni di legamenti e tendini. Un ulteriore vantaggio rispetto alla risonanza magnetica è rappresentato dal fatto che tramite l’ecografia è possibile evidenziare processi patologici dinamici durante le manovre provocatorie, come sublussazione di tendini e nervi, instabilità articolari, aderenze tendinee, con la possibilità di aggiungere alla valutazione il confronto con l’arto controlaterale. Inoltre, l’utilizzo del color Doppler consente di valutare il tipo di vascolarizzazione sinoviale fornendo ulteriori informazioni utili al chirurgo per la decisione terapeutica.
La tecnica microchirurgica e l’ausilio di mezzi ottici di ingrandimento vengono abitualmente utilizzati in tutti gli interventi chirurgici eseguiti sulla mano. In tal modo è possibile rispettare con maggiore accuratezza tutte le strutture anatomiche presenti ed eventualmente riparare lesioni di arterie, vene o nervi. In tutti gli interventi chirurgici di questo settore (polso e mano) viene utilizzato un bracciale pneumatico alla radice dell’arto (tourniquet) che impedisce l'afflusso del sangue sul campo operatorio ed aumenta la precisione chirurgica dell’operatore. La maggior parte degli interventi chirurgici di elezione vengono eseguiti in regime di ricovero a ciclo breve (ambulatoriale o Day Hospital) per limitare i disagi legati all'ospedalizzazione e migliorare il comfort per il paziente.
Elenco dei più comuni interventi di microchirurgia della mano eseguiti dal Prof. Valerio D’Orazi:
Sindrome del tunnel carpaleDito a scatto o Morbo di Notta o tenosinovite stenosante dei tendini flessori
Cisti della puleggia
Cisti dei tendini estensori
Morbo di De Quervain o tenosinovite dell’abduttore lungo ed estensore breve del pollice
Malattia di Dupuytren
Cisti o gangli artrogeni del polso dorsali e volari
Asportazione chirurgica di tumori della mano e dell’arto superiore
Tenosinovite plurinodulare localizzata o tumore gigantocellulare
Artrosi della mano (osteoartrosi erosiva, noduli di Eberden, cisti mucose, noduli di Bouchard)
Artrosi trapezio-metacarpale o rizoartrosi
Ricostruzioni di lesioni tendinee e legamentose per postumi traumatici o malattie immunologiche
Encondroma
Epicondilite o gomito del tennista
Dito a martello
