Sindrome del tunnel carpale

IL PROF. VALERIO D'ORAZI OPERA LA SINDROME DEL TUNNEL

CARPALE A ROMA IN REGIME DI CONVENZIONE

CON TEMPI D'ATTESA DI CIRCA 3 SETTIMANE

Il Tunnel Carpale è un canale localizzato a livello del polso attraverso cui passano i Tendini Flessori della mano (ben nove tendini che permettono alle dita di piegarsi all’interno della mano) ed il Nervo Mediano (responsabile della funzione sensitiva e motoria delle dita). Il Tunnel è costituito dorsalmente (posteriormente) dalle ossa del carpo e volarmente (anteriormente) dal Legamento Traverso del carpo, entrambe strutture rigide che non permettono l’espansione del canale. Le patologie che diminuiscono il diametro del canale (ad esempio i postumi di una frattura) o cheaumentano il volume del contenuto al suo interno (ad esempio tendiniti, edema, traumi, etc..) provocano un aumento della pressione sul nervo mediano e quindi un’alterazione della sua funzione sensitiva e motoria.

Il Nervo Mediano trasporta al cervello gli stimoli sensitivi provenienti da pollice, indice, medio e metà dell’anulare ed invia stimoli motori attraverso i rami per i muscoli del pollice (muscoli tenari). Questi muscoli sono importanti per svolgere movimenti del pollice verso le altre dita (opposizione).

I Tendini Flessori sono importanti per i movimenti di flessione delle dita durante la presa di oggetti. I tendini sono avvolti da una guaina di tessuto chiamato Sinovia Tendinea che permette ai tendini di scivolare tra loro ogni volta che la mano viene utilizzata per afferrare un oggetto. Qualunque condizione che causi irritazione o infiammazione dei tendini può causare gonfiore ed ispessimento della Sinovia. Poiché questa avvolge tutti i tendini, il suo ispessimento provocherà un aumento di pressione all’interno del Tunnel Carpale dato che gli elementi che lo compongono (ossa carpali e legamento traverso del carpo) sono inestensibili.

L’aumento progressivo della pressione all’interno del Tunnel Carpale tenderà a comprimere il Nervo Mediano (la struttura più delicata tra quelle che lo attraversano) contro il legamento traverso del carpo provocando un deficit funzionale del nervo stesso e dando origine alla sintomatologia.

Cause

La Sindrome del Tunnel Carpale colpisce più frequentemente donne tra i 40 ed i 60 anni, ma può interessare chiunque, a qualunque età e spesso è bilaterale. Talvolta è associata ad altre patologie tipiche della mano, quali Morbo di Notta (Dito a scatto) ed il Morbo di De Quervain.

In genere non c’è una causa diretta, ma molti fattori possono favorirne l’insorgenza come i microtraumi lavorativi ripetuti, l’utilizzo di mouse, le flesso-estensioni ripetute del polso, i movimento tipici delle attività casalinghe (impastare, fare il bucato, etc.); gravidanza, menopausa, utilizzo di pillola anticoncezionale; anomalie muscolari o scheletriche; fratture e lussazioni del polso (semilunare); malattie reumatiche (artriti, connettiviti, lupus, etc.); acromegalia, gotta, condrocalcinosi, mixedema, amiloidosi, carenza di piridossina (deficit vitaminico); predisposizione congenita familiare.

Sintomi

Inizialmente il paziente avverte una sensazione di formicolio, intorpidimento e/o dolore al pollice, indice, medio e parte dell’anulare, con eventuale estensione di tale sintomi al palmo della mano (territori innervati dal nervo mediano). Le sensazioni sono tipicamente notturne, provocano il risveglio e sono alleviate dai movimenti di scuotimento della mano, ma chiaramente possono insorgere anche di giorno.

Nelle fasi più avanzate il paziente inizia ad avvertire una perdita di forza della mano con eventuale caduta di oggetti e difficoltà nei movimenti di precisione. Il dolore può irradiarsi fino al gomito, occasionalmente fino alla spalla. Durante la giornata alcuni lavori manuali possono peggiorare la sintomatologia.

Nei casi più gravi si osserva la perdita completa della sensibilità tattile, termica e dolorifica, la diminuzione del dolore e atrofia (riduzione) della muscolatura alla base del pollice (eminenza tenare).

Esami diagnostici

Normalmente una visita medica specialistica è sufficiente per formulare la diagnosi che verrà confermata dall’Elettromiografia (EMG) e dall'ecografia. La Risonanza Magnatica e la radiografia del polso possono , in casi selezionati, essere utili specie in presenza di sospette formazioni intra-canalari.

Terapia

La sintomatologia può, in rari casi, regredire autonomamente o semplicemente grazie al riposo e a terapia con farmaci anti-infiammatori, mentre la STC insorta in gravidanza in genere regredisce dopo il parto.

Si può tentare un’immobilizzazione del polso con un tutore (splint) per 2-3 settimane, associata a riposo e fisioterapia.

In alcuni casi si può tentare un’infiltrazione con cortisone, ma in genere i benefici non sono duraturi. Nella quasi totalità dei casi (ed in particolar modo a quelli resistenti alle terapie farmacologiche) si dovrà ricorrere all’intervento chirurgico.

Attualmente oltre alle tecniche chirurgiche a cielo aperto esistono tecniche endoscopiche (intervento eseguito attraverso una piccola cannula introdotta nel palmo della mano mediante una piccola incisione).

Tra le tecniche chirurgiche a cielo aperto quella microchirurgica, adottata dalla nostra equipe, offre al paziente le migliori garanzie di successo. L’intervento consiste nell’apertura completa del legamento trasverso del carpo al fine di ottenere una decompressione del nervo mediano; in presenza di tenosinoviti verrà anche effettuata Tenosinoviectomia (asportazione della sinovia ipertrofica).

L’incisione cutanea di circa 3 cm viene eseguita in senso longitudinale a livello del palmo della mano, appena sopra il polso e l’intervento viene condotto con ausilio di delicato strumentario microchirurgico e di mezzi ottici d’ingrandimento che permettono di ingrandire la visione del campo operatorio quanto basta per assicurare il rispetto delle strutture anatomiche più delicate della mano (nervi ed arterie).

Nei casi di recente insorgenza della patologia i disturbi regrediscono quasi immediatamente a seguito all’intervento, mentre nei casi più gravi, in cui esiste una perdita completa della sensibilità, la patologia può migliorare, ma non risolversi del tutto.

I rischi legati all’intervento (fortunatamente molto rari) sono principalmente quelli riconducibili alla formazione di una cicatrice dolorosa (che però in genere migliora in 3-6 mesi anche facendo ricorso a fisioterapia), ad una lesione chirurgica di un ramo nervoso (soprattutto nel caso di decorsi anatomicamente anomali), e alle infezioni.

Anestesia

L’intervento viene eseguito generalmente in anestesia locale mediante una piccola iniezione di anestetico alla base del polso; nel caso in cui la STC sia associata ad altri disturbi (ad esempio Dito a Scatto) si può pensare all’anestesia del plesso brachiale: il braccio e la mano vengono completamente anestetizzati dal medico anestesista mediante una iniezione di farmaci anestetici per uso locale a livello del cavo ascellare, dove passano i rami sensitivi del Plesso Brachiale, nervo che porta la sensibilità alla mano.

Decorso post-operatorio

Dopo l’intervento si può e si deve muovere da subito la mano, ma è bene evitare sforzi per 20-30 giorni. A giudizio del medico si può effettuare fisiokinesiterapia mirata post-chirurgica per accelerare i tempi di recupero. Si può riprendere il lavoro in 7-10 giorni nel caso di lavoro di concetto, in 20-30 giorni nel caso di lavoro manuale pesante.