Dolore testicolare cronico

Il Dolore Testicolare Cronico (DTC) è definito come un dolore continuo o intermittente a livello del testicolo, che dura da più di tre mesi, e che non risponde alle comuni terapie mediche. A volte il dolore può irradiarsi all’inguine e alla faccia interna della coscia.

Può essere scatenato da numerosi fattori, quali infezioni, tumori, traumi testicolari, idrocele, cisti epididimarie, subtorsioni testicolari, varicocele, ernia inguinale, precendenti interventi chirurgici (specie per ernia inguinale), orchiti da autopalpazione, infarti testicolari, calcificazioni testicolari.

Dopo aver individuato la possibile causa di DTC è opportuno ricorrere alla correzione della patologia di base. Ad esempio il varicocele, ovvero la dilatazione delle vene spermatiche, spesso associato ad alterazione della produzione di spermatozoi, nella maggior parte dei casi non presenta alcun sintomo, ma in alcuni pazienti può manifestarsi con un dolore sordo e fastidioso al testicolo e senso di pesantezza scrotale. In questo caso è opportuno procedere alla correzione chirurgica del varicocele anche quando tale patologia non causa importanti alterazioni del liquido seminale.

Lo stesso vale per l’idrocele, cioè l’accumulo di liquido sieroso a livello del testicolo; le infezioni che interessano le vie seminali, le quali possono manifestarsi con dolore testicolare più o meno sopportabile da parte del paziente; gli esiti di un intervento correttivo di ernia inguinale, a seguito del quale le strutture nervose deputate alla sensibilità del testicolo e dell’area inguinale possono essere rimaste imbrigliate nelle aderenze cicatriziali post-chirurgiche. Qualche volta, il DTC si manifesta indipendentemente dalla presenza di patologie associate.

La terapia chirurgica del DTC è riservata a quei pazienti a cui la terapia farmacologica o la correzione della patologia di base non hanno risolto il disagio.

TERAPIA MICROCHIRURGICA DEL DOLORE TESTICOLARE CRONICO

Negli anni sono state proposte numerose tecniche per la cura di tale patologia, alcune molto radicali. Fino a non molto tempo fa il paziente veniva sottoposto all’asportazione del testicolo o dell’epididimo.

Da qualche anno è stata proposta una tecnica meno radicale detta Denervazione Testicolare che permette di intervenire ed interrompere le vie nervose lungo le quali viene trasmessa la sensibilità dolorifica.

La Tecnica

Effettuata l’Anestesia (generalmente spinale), si realizza un piccola incisione obliqua di 4-6 cm a livello del pube verso l’inguine. Si raggiungono gli elementi che compongono l’insieme del sistema vascolare e funzionale del testicolo. Mediante l’utilizzo di dispositivi ottici di ingrandimento microchirurgici che permettono di ingrandire il campo operatorio da 4 a 40 volte (Loupes – Varioscopio – Microscopio Operatore) si identifica innanzitutto il Dotto Deferente (la struttura che trasporta gli spermatozoi fuori dal testicolo); si procede quindi alla ricerca dell’Arteria Spermatica che generalmente ha un diametro esterno tra 0,5 e 1mm. Questa struttura, identificata mediante l’utilizzo di un Doppler intraoperatorio, verrà lasciata integra perché una sua lesione comporterebbe un ridotto o assente apporto di sangue arterioso al testicolo. In seguito si identificheranno alcuni dotti linfatici che sono responsabili del deflusso della parte liquida del sangue, la linfa. I linfatici identificati verranno risparmiati ove possibile. Spesso è molto difficile distinguerli dalle Vene per il loro esiguo diametro esterno. Qualora vengano legati e sezionati troppi Linfatici si assisterà, nel tempo, alla possibile comparsa di un idrocele nel testicolo interessato dall’intervento, cioè una raccolta di liquido sieroso nella sacca scrotale che comunque potrà essere trattata successivamente. Si procederà ad identificare il maggior numero di Vene Spermatiche che verranno legate una per volta e sezionate. Questa procedura serve ad interrompere le fibre nervose che decorrono sulla superficie della vene spermatiche e che contribuiscono alla trasmissione della sensibilità dolorifica. Sull’Arteria Spermatica, invece, verrà effettuata una Simpaticectomia in tecnica Microchirurgica, ovvero una pulizia del suo strato più esterno, l’avventizia, lungo la quale decorrono altre fibre nervose, anche queste responsabili della trasmissione degli impulsi dolorifici.

Quando il dolore si irradia fino alla zona inguinale e alla faccia interna della coscia, l’intervento prosegue con l’esplorazione del compartimento nervoso dell’area inguinale al fine di identificare 2 nervi responsabili della trasmissione del dolore: il nervo ileo-inguinale ed il ramo genitale del nervo genito-femorale. Il primo è spesso interessato da esiti cicatriziali post-chirurgici o infiammatori, pertanto si procede ad una Neurolisi Microchirurgica, cioè una pulizia del nervo dalle eventuali aderenze o la rimozione del tessuto reattivo che vi si è depositato. Il secondo, invece, viene identificato all’interno della fascia cremasterica, che è un sottile velo di tessuto muscolare che riveste il funicolo spermatico, responsabile della contrazione della sacca scrotale. Questo nervo viene interrotto legando tale il muscolo cremastere. L’intervento si conclude con un controllo accurato dell’emostasi, e con la chiusura dell’incisione con sottili fili di sutura, generalmente in materiale riassorbibile.

I RISCHI

La Denervazione Testicolare Microchirugica, pur offrendo delle buone garanzie di risultati (se eseguita da operatori esperti) e rappresentando la procedura chirurgica attualmente meno invasiva, non è una tecnica esente da rischi. Le complicanze di questo intervento, seppur rare, sono:

Idrocele, a causa di un’eccessiva legatura di dotti linfatici, o per una risposta inadeguata del testicolo all’intervento;

Lesione accidentale dell’Arteria Spermatica con rischio di ipotrofia/atrofia testicolare

Persistenza del Dolore.

La casistica operatoria della nostra Equipe si basa, attualmente, su risultati molto incoraggianti in quanto il 70% dei pazienti ha risolto completamente la sintomatologia dolorosa, il 20% ha visto ridurre tale sintomatologia riferendo un miglioramento della qualità della vita, mentre il 10% non ha tratto beneficio da tale procedura. Inoltre non si sono mai verificate le complicanze precedentemente descritte.

La corretta valutazione degli eventuali benefici dell’intervento potrà essere effettuata dopo almeno 3–6 mesi dall’intervento.

ORGANIZZAZIONE GENERALE DELL’INTERVENTO

- Il paziente dovrà effettuare una Tricotomia a Calzoncino (rasatura, con rasoio e sapone/schiuma da barba, dei peli del pube, della zona tra pube ed ombelico, dello scroto, dell’interno coscia) il giorno prima del ricovero.

- Ricovero in Clinica alle orario stabilito con la segreteria organizzativa. Se il ricovero avviene lo stesso giorno dell’intervento è necessario ricoverarsi a digiuno da almeno 8-10 ore.

- Portare con se tutta la documentazione sanitaria relativa alla patologia da trattare o riguardo notizie sulla salute utili al chirurgo.

- Dopo le pratiche amministrative di ricovero il paziente verrà accompagnato nella propria stanza dove attenderà la visita del medico per la raccolta dei dati anamnestici.

- Il paziente attenderà pazientemente il proprio turno nella propria stanza finchè non sarà accompagnato in sala operatoria.

- L’intervento ha una durata media di un’ora ma tra l’ingresso nel blocco operatorio, l’anestesia, l’intervento, la medicazione e l’uscita dalla sala operatoria, possono trascorrere anche 3-4 ore.

- Nel rispetto dei pazienti, degli Infermieri e dei Medici, i parenti dovranno rispettare gli orari di visita previsti dal regolamento interno del reparto ed attenersi scrupolosamente alle indicazioni del personale infermieristico

- Non è assolutamente permesso ai parenti trascorrere la notte nella stanza, nel reparto o nella sala d’attesa. Per ogni esigenza la nostra segreteria organizzativa è a vostra disposizione.

Decorso Immediato

- Il paziente potrà avvertire sensazioni quali lieve dolore post-operatorio e senso di trazione a livello dell’incisione, che verranno controllate mediante antidolorifici al bisogno.

- Possibile lieve microemorragia post-operatoria, con annerimento della cute dello scroto, della ferita, della radice del pene.

- Applicazione di una borsa di Ghiaccio sulla ferita durante il decorso post-operatorio in clinica e per 2-3 giorni in casa.

- Alla dimissione evitare lunghi tragitti a piedi e scale. Preferire un’auto con accompagnatore per raggiungere casa o il Taxi per raggiungere la stazione o l’aereoporto. Acquistare una borsa di Ghiaccio che potrà rivelarsi utile durante il viaggio.

Decorso Successivo

- Una settimana di riposo a casa tra letto e poltrona. Evitare sforzi, scale e lunghi tragitti per almeno 10-15 giorni.

- I punti di sutura sono generalmente in materiale riassorbibile e si staccheranno da soli in 30-40 giorni.

- La ferita può essere medicata anche in casa, dopo 2 giorni dall’intervento, con Acqua Ossigenata o Betadine applicati direttamente sulla ferita mediante garze sterili. Non utilizzare ovatta, non strofinare sulla ferita, ma tamponare con la garza. Ricoprire la ferita con cerotti sterili come quelli applicati dal chirurgo.

- Se la pulizia non è accurata potrebbero verificarsi infezioni che verranno controllate con antibiotici.

- Può residuare un piccolo dolore durante la posizione eretta per un mese circa, e la sensazione di un piccolo cordoncino al di sotto della ferita. Con il tempo si ritorna alla normalità.

- Utilizzare slip di cotone per mantenere i testicoli in sospensione. Non utilizzare boxer larghi.

- Non utilizzare moto, scooter, bicicletta, né praticare sport per almeno 4 mesi.

- Dopo circa 15-30 giorni controllo presso il Chirurgo di riferimento

- Dopo 2-3 mesi controllo ecografico del testicolo. Per ogni dubbio, problema, complicanza, la nostra segreteria organizzativa è a disposizione per mettervi in contatto con il personale medico.